Archivi delle università piemontesi

 

Nell’anno 2002, essendosi innescato un ciclo virtuoso a seguito della disastrosa alluvione che colpì Torino e gli archivi dell’Università degli Studi di Torino nell’ottobre del 2000, si procedette ad un ampio censimento del patrimonio archivistico, grazie ai fondi dell’Otto per Mille a diretta gestione statale. Si trattò di un lavoro metodico e capillare che rivelava via via agli addetti la presenza di un patrimonio straordinario quanto a consistenza e a qualità, conosciuto nel suo complesso solo in minima parte.

Furono visitati 251 soggetti produttori o conservatori di fondi archivistici, tra amministrazione centrale, facoltà, corsi di specializzazione post laurea, diplomi universitari, dipartimenti, sezioni di dipartimento, biblioteche, ambulatori, laboratori, studi di docenti, musei, centri di studio, per un totale di circa 10.000 metri lineari di scaffalatura colma di documenti. Sorprendente fu il rinvenimento di ben 188 archivi fra le strutture di didattica e ricerca. Tra questi, numerosi sono i fondi di particolare interesse storico o scientifico, accumulatisi dal Settecento ad oggi, che danno conto della varietà delle discipline trattate e della peculiarità dell’attività di ricerca svolta nell’ateneo nei diversi periodi storici.

Terminata quindi la prima fase di conoscenza, peraltro indispensabile per la pianificazione degli interventi successivi, iniziarono i riordini dei fondi di carattere scientifico conservati nei dipartimenti, parallelamente al grosso lavoro svolto a livello di Archivio Generale di Ateneo, il quale negli anni ha man mano rafforzato la propria struttura consolidandosi in un nuovo e attivo archivio storico e in archivio di deposito, entrambi sempre in diretto contatto sia con le strutture centrali sia con quelle periferiche d’Ateneo e punto di riferimento interno per qualsiasi problema di carattere archivistico. Fu così che si procedette dal 2003 al 2005, sempre con i finanziamenti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali provenienti dall’Otto per Mille, al riordino e all’inventariazione di alcune serie archivistiche ad integrazione dell’archivio generale e di alcuni archivi di carattere scientifico, conservati a livello periferico. Le strutture su cui si intervenne furono: il Dipartimento di Neuroscienze con l’archivio di Angelo Mosso e di Filippo Lessona, il Dipartimento di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale con l’archivio dell’Istituto di Anatomia Umana Normale e le carte di Carlo Giacomini e di Romeo Fusari, nonché dell’archivio aggregato al Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso, il Dipartimento di Colture Arboree con i fondi Dalmasso e Rovasenda, l’ASTUT (Archivio Storico Tecnologico Università di Torino) con altre carte provenienti dagli Istituti di Fisiologia Umana e Aeronautica.

Senza dubbio l’attività intrapresa sugli archivi in questi anni ha favorito presso i detentori stessi una maggiore conoscenza del ruolo e della professionalità propria degli archivisti, favorendo anche il sorgere di iniziative autonome di recupero di fondi archivistici, come il caso del Museo e dell’Istituto di Geologia e Paleontologia; l’archivio Giuseppe Peano custodito presso il Dipartimento di Matematica; l’archivio Erik Peterson , conservato presso il Centro di Scienze Religiose e Biblioteca Peterson; l’archivio Federico Kiesov, conservato dal Dipartimento di Psicologia; l’archivio Paul Khale, conservato presso il Dipartimento di Orientalistica.

 

Un lavoro analogo è stato svolto anche presso gli archivi del Politecnico: dopo una prima fase di conoscenza attraverso un pre-censimento, si è promosso il riordino dei fondi documentari conservati presso due dipartimenti: il Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale e il Dipartimento di Georisorse e Territorio. Anche in questo caso, parallelamente, si svolgeva da parte dello stesso Politecnico un imponente lavoro di recupero, messa in sicurezza e riordino degli archivi delle strutture centrali.

 

Responsabile per la Soprintendenza: dott.ssa Daniela Caffaratto.

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