Restauro. Procedura di intervento

La procedura per il restauro di documenti tutelati si articola nelle seguenti fasi:

  1. Il soggetto possessore dell’archivio incarica un archivista professionista, se necessario coadiuvato da un restauratore, di redigere un progetto preliminare, costituito da un elenco dettagliato, corredato di fotografie, dei documenti bisognosi di restauro e da una scheda tecnica per ciascun documento, nella quale siano descritti sommariamente i danni e le patologie. Tale progetto viene sottoposto all’approvazione della Soprintendenza.
  2. Nell’ambito delle procedure selettive previste dalla legislazione vigente, un restauratore qualificato viene incaricato di redigere un progetto esecutivo, costituito da una scheda tecnica per ciascuno dei pezzi elencati nel preliminare, con una valutazione approfondita dei danni e informazioni dettagliate sui prodotti e sulle procedure di restauro. Per alcune categorie di documenti (volumi rilegati e carte sciolte) è necessario adottare il modello di capitolato tecnico predisposto dall’Istituto Centrale per la Conservazione e Restauro del Patrimonio Archivistico e Librario (ICRCPAL), con il relativo cronoprogramma. Tale progetto viene preventivamente esaminato dalla Soprintendenza, quindi inviato ai competenti organi tecnici del Ministero per la necessaria approvazione.
  3. Il progetto esecutivo approvato è recepito nel capitolato speciale della gara con cui l’ente sceglie il restauratore qualificato per eseguire i lavori. In nessun caso il restauratore incaricato deve aver partecipato o collaborato alla redazione dei progetti preventivo ed esecutivo. Il ruolo e la responsabilità di direttore dei lavori possono invece essere affidati al restauratore che ha redatto il progetto esecutivo.
  4. Al termine del lavoro, il restauratore incaricato redige una relazione di restauro, dettagliata al singolo pezzo restaurato. La Soprintendenza Archivistica esamina i pezzi restaurati e certifica la regolare esecuzione dell’intervento.
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