Restauro. Procedura di intervento

La procedura per il restauro di beni archivistici tutelati si articola nelle seguenti fasi:

  1. Il soggetto possessore dell’archivio incarica un archivista professionista, se necessario coadiuvato da un restauratore, di redigere un progetto preliminare, costituito da un elenco dettagliato, corredato di fotografie, dei documenti bisognosi di restauro e da una scheda tecnica per ciascun documento, nella quale siano descritti sommariamente i danni e le patologie. Tale progetto viene sottoposto all’approvazione della Soprintendenza.
  2. Nell’ambito delle procedure selettive previste dalla legislazione vigente, un restauratore qualificato viene incaricato di redigere un progetto esecutivo, costituito da una scheda tecnica per ciascuno dei pezzi elencati nel preliminare, con una valutazione approfondita dei danni e informazioni dettagliate sui prodotti e sulle procedure di restauro. Per alcune categorie di documenti (volumi rilegati e carte sciolte) è necessario adottare il modello di capitolato tecnico predisposto dall’Istituto Centrale per la Conservazione e Restauro del Patrimonio Archivistico e Librario (ICRCPAL), con il relativo cronoprogramma. Tale progetto viene preventivamente esaminato dalla Soprintendenza, quindi inviato ai competenti organi tecnici del Ministero per la necessaria approvazione.
  3. Il progetto esecutivo approvato è recepito nel capitolato speciale della gara con cui l’ente sceglie il restauratore qualificato per eseguire i lavori. In nessun caso il restauratore incaricato deve aver partecipato o collaborato alla redazione dei progetti preventivo ed esecutivo. Il ruolo e la responsabilità di direttore dei lavori possono invece essere affidati al restauratore che ha redatto il progetto esecutivo.
  4. Al termine del lavoro, il restauratore incaricato redige una relazione di restauro, dettagliata al singolo pezzo restaurato. La Soprintendenza Archivistica esamina i pezzi restaurati e certifica la regolare esecuzione dell’intervento.
Restauro di materiale bibliografico
L’Ente proprietario o detentore dei beni bibliografici che necessitano di un intervento di restauro richiede preventivamente alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e della Valle d’Aosta l’autorizzazione, ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. n. 42/2004.

Come chiedere l’autorizzazione?

  • la Biblioteca o altro Istituto, proprietario o detentore dei beni, invia una richiesta di autorizzazione al restauro ai seguenti indirizzi: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;
  • alla richiesta viene allegato un progetto esecutivo di restauro completo di preventivo, redatto da un restauratore in possesso dei necessari requisiti professionali;
  • il progetto viene esaminato da un restauratore incaricato dalla Soprintendenza, il quale fornisce un parere tecnico scientifico. In caso di parere favorevole, la Soprintendenza rilascia l’autorizzazione; in caso di parere negativo, vengono indicate le modifiche necessarie al progetto, che dovrà essere ripresentato, recependo le modifiche;
  • a seguito dell’autorizzazione, la Biblioteca o l’Istituto richiedente potrà procedere all’affidamento dei lavori, comunicando il nome del restauratore incaricato, in possesso dei necessari requisiti professionali, se differente dall’estensore del progetto;
  • al termine dei lavori, la Biblioteca o Istituto trasmette ai nostri Uffici la relazione tecnica finale di restauro, corredata da documentazione fotografica ante, post e durante il restauro, redatta dal restauratore, e chiede la verifica dei lavori;
  • a seguito della verifica, da effettuarsi di norma presso i nostri Uffici, il restauratore incaricato dalla Soprintendenza esprime un parere tecnico-scienfico riguardo al lavoro eseguito. Se il parere ha esito positivo, la Soprintendenza rilascia l’Attestato di regolare esecuzione.

Se il restauro viene effettuato presso il laboratorio del restauratore, contestualmente alla richiesta di autorizzazione, ovvero alla comunicazione del nome del restauratore affidatario, dovrà essere richiesta l’autorizzazione allo spostamento dei beni.
È possibile presentare un progetto pluriennale e procedere all’esecuzione dei lavori in più lotti sulla base del progetto approvato, chiedendo man mano le necessarie autorizzazioni.

Anche per lavori di spolveratura e disinfezione che comportano la manipolazione di materiale bibliografico è necessario seguire la procedura indicata, fino all’ottenimento dell’autorizzazione.
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