Archivi privati di interesse storico particolarmente importante

Gli archivi e i singoli documenti appartenenti a privati che rivestono un interesse storico particolarmente importante sono beni culturali e appartengono al Patrimonio culturale nazionale (d.lgs. n. 42/2004, art. 10, c. 3); tali archivi e documenti sono pertanto sottoposti alla vigilanza della Soprintendenza Archivistica.

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, tramite i suoi organi periferici, accerta l’interesse culturale di un archivio o di un documento e ne dichiara, con un provvedimento esplicito, l’interesse storico particolarmente importante, secondo la procedura prestabilita.

Con il provvedimento di dichiarazione di interesse storico, l’archivio o il documento sono sottoposti alla disciplina del d.lgs. n. 42/2004, e in particolare all’obbligo di:

  • conservare, ordinare e inventariare la documentazione;
  • chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza per la realizzazione dei progetti di riordinamento, inventariazione, restauro o di qualsiasi altro intervento od opera che si intenda eseguire sulla documentazione;
  • permettere agli studiosi che ne facciano motivata richiesta, anche tramite la Soprintendenza, la consultazione dei documenti che non siano riconosciuti di carattere riservato;
  • chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza qualora si intenda rimuovere o spostare, anche temporaneamente, l’archivio dalla propria sede di conservazione abituale originariamente dichiarata;
  • chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza per il prestito di documenti in occasione di mostre o esposizioni;
  • chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza per far uscire temporaneamente dal territorio dello Stato l’archivio o i singoli documenti, per manifestazioni, mostre o esposizioni di alto interesse culturale (art. 66) e per gli altri casi indicati nell’art. 67; per tale uscita occorre il rilascio dell’attestato di circolazione temporanea (art. 71);
  • denunciare alla Soprintendenza, entro 30 giorni, l’eventuale trasferimento della proprietà o detenzione dell’archivio;
  • chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza per procedere a scarti;
  • consentire alla Soprintendenza Archivistica di procedere ad ispezioni per accertare lo stato di conservazione e di custodia dell’archivio;

e al divieto di:

  • smembrare l’archivio;
  • distruggere, deteriorare, danneggiare i documenti, o adibirli ad usi non compatibili con il loro carattere storico oppure tali da pregiudicare la loro conservazione;
  • far uscire in modo definitivo dal territorio dello Stato l’archivio o i singoli documenti.

Il vincolo derivante dalla dichiarazione di interesse culturale deve obbligatoriamente essere notificato, a cura del proprietario o possessore, ad eventuali coproprietari, acquirenti, eredi o aventi causa.

I proprietari o possessori di archivi dichiarati di interesse storico particolarmente importante possono godere di particolari contributi o agevolazioni fiscali.

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