Contributi statali

Finanziamenti a carico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42/2004) prevede obblighi conservativi per i proprietari di beni culturali pubblici e per i privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale (art. 30). Per gli archivi in particolare, il comma 4 enuncia gli obblighi di ordinamento e inventariazione, nonché l’obbligo di conservarli nella loro organicità.
In caso di inadempienza dei proprietari, lo Stato può imporre l’esecuzione degli interventi necessari a carico del proprietario, possessore o detentore; nel caso si tratti di interventi di particolare importanza o su beni in uso e godimento pubblico lo Stato può sostenere in tutto o in parte la spesa, o rimborsare al proprietario, anche per stati di avanzamento lavori, le somme da questi erogate (art. 34).
Le Soprintendenze Archivistiche possono proporre l’esecuzione diretta degli interventi attraverso le proposte di piano di spesa inviate annualmente alla Direzione Generale per gli Archivi, che approva un piano nazionale sulla base delle risorse economiche disponibili.

I proprietari, possessori e detentori degli archivi possono anche richiedere contributi per interventi volontari. Per questi il contributo dello Stato è fissato di norma al tetto massimo del 50 per cento della spesa sostenuta. L’ammontare del contributo può coprire anche l’intera spesa quando l’intervento rivesta particolare importanza o sia eseguito su beni in uso e godimento pubblico. Per quanto riguarda gli archivi, il contributo può essere erogato, come nel previgente ordinamento, solo per l’inventariazione degli archivi storici (art. 35). A norma dell’art. 36, il contributo è concesso a lavori ultimati e collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta, ma possono essere erogati acconti per stati di avanzamento lavori regolarmente certificati.
Le domande vanno inviate alla Soprintendenza Archivistica entro il 31 gennaio dell’anno precedente quello di riferimento. Entro il 31 marzo, dopo aver verificato la correttezza del progetto e la congruità delle richieste, la Soprintendenza trasmette alla Direzione Generale per gli Archivi le richieste corredate dal proprio parere favorevole. La Direzione Generale per gli Archivi approva un piano nazionale per l’anno successivo, sulla base delle risorse economiche disponibili.
Si rammenta che l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente e che l’autorizzazione è resa su progetto presentato dal richiedente, e può contenere prescrizioni. Sono soggetti ad autorizzazione anche gli interventi sugli archivi correnti delle pubbliche amministrazioni (art. 21, commi 4 e 5).

 

Contributi sui fondi derivanti dall’otto per mille IRPEF destinati allo Stato

Si segnala la possibilità di proporre progetti che usufruiscano dei contributi previsti per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF a diretta gestione statale.
Tali progetti corredati del parere favorevole della Soprintendenza Archivistica dovranno pervenire non oltre il termine del 15 marzo di ogni anno – e a tal fine fa fede la data risultante dal timbro apposto sulla domanda dall’ufficio postale di partenza – alla “Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per il coordinamento amministrativo - presso Ufficio accettazione corrispondenza di Palazzo Chigi - Piazza Colonna 370 - 00187 Roma”, ciascuna domanda con la relativa documentazione in un plico chiuso con apposta la dicitura “otto per mille”.

Per saperne di più vedi la pagina riguardante la destinazione dell'otto per mille sul sito del Governo.

PDF  Stampa  E-mail